Solstizio d’Inverno 2011

Solstizio d’Inverno 2011 – Salutiamo il passaggio del Sole dalla Porta degli Dei.

Come da tradizione i frater e i simpatizzanti del M.T.R. hanno festeggiato il Solstizio d’Inverno.

Gli inquisitori hanno tentato di spezzare i nostri corpi
E di catturare le nostre anime.
Ci hanno chiesto di rinnegare i nostri padri
…E di maledire il nostro sangue.
Hanno distrutto le nostre case
E bruciato le nostre donne.
Hanno tentato di uccidere la speranza
E ci hanno detto che tu eri morto.
Che mai saresti ritornato.
Che il freddo e la notte
ti avevano seppellito.
Ma noi sappiamo che tu sei vivo.
Che tu tornerai trionfante
Nel più profondo dei nostri cuori.
E che brucerai
Nel più profondo del cuore dei nostri figli
E dei figli dei nostri figli, eternamente.
Perché tu sei la forza che guida le nostre braccia
e porta la nostra spada.
Tu sei messaggio di libertà
e manifestazione di ogni vita.
E’ per questo, per la fiamma e la roccia,
per la fonte e l’albero,
che ti salutiamo.
Tu, verso cui si innalza il volo delle oche selvatiche,
Tu, odiato dai preti e amato dai guerrieri.
Tu, nostro fratello nel riposo e nel combattimento.
Tu, l’invincibile.
Tu, il SOLE.

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Chiesa, sindacati, scuole e cliniche private esenti Ici: “Privilegi intollerabili da abolire subito”

“In un momento di emergenza nazionale come quello che stiamo vivendo l’esenzione Ici per le attività sociali della chiesa cattolica, dei sindacati, delle polisportive, delle scuole e delle cliniche private, di tutti gli enti no profit. è una anomalia italiana non più tollerabile”. Lo sostiene il Movimento Tradizionale Romano . intervenendo sulla recente approvazione in Parlamento delle misure cosiddette “Salva Italia”, che hanno, ancora una volta, “salvato” i privilegi del no profit. “Quando si chiedono sacrifici durissimi ai cittadini – continua l’MTR – non è più giustificato che siano graziate attività che troppo spesso di gratuito e di socialmente utile hanno solo la parvenza”.

Attenzione, qui non stiamo parlando di tassare gli edifici di culto, che già sono esclusi in toto, ma le attività.  Oggi, esenti Ici (o meglio, Imu) sono, infatti, gli enti pubblici o privati (art. 87, DPR 917/86), diversi dalle società – come le associazioni, i sindacati, le fondazioni e le confessioni religiose (cattolici, ebrei, valdesi, avventisti, assemblee di Dio, evangelici battisti e luterani) – che “non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali”.

E qui c’è il cavillo.  Gli immobili per essere esenti, debbono essere destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative, sportive, religiose e di culto, ma l’esenzione (L. 248/2006, voluta da Prodi) “s’intende applicabile alle attività indicate che non abbiano esclusivamente natura commerciale”. Quindi, una libreria di un’associazione che non svolga solo vendita di libri o un albergo di una cenfessione religiosa che non eserciti prevalente attività ricettiva onerosa, una scuola privata che, oltre a farsi pagare le rette, svolga servizi di utilità sociale e così via le attività di una clinica, di un patronato, di una polisportiva sono tutte esenti Ici, pur incassando introiti (e che introiti in certi casi), applicando il criterio della non esclusività. L’inciso legislativo introdotto dal governo di centrosinistra “non esclusivamente o non principalmente” è dunque la zona grigia, o meglio la porta girevole, ove è possibile far passare di tutto (complici i Comuni “distratti”).

Tanto per dare qualche dato, solo a Roma sono millecinquecento gli immobili  della chiesa cattolica che non pagano l’Ici: oltre alle parrocchie, esentate per legge, le centinaia di fabbricati intestati a istituti, congregazioni, confraternite e opere pie che, pur svolgendo  attività commerciali, hanno autocertificato la loro esenzione dalla tassazione.

La stima complessiva del mancato introito per lo Stato Italiano da tutte le esenzioni Ici al no profit supera abbondantemente, applicando i nuovi estimi, il miliardo di euro l’anno. Non è poco nell’economia generale. Quanta parte di questo miliardo di euro l’anno è assolutamente ed inconfutabilmente giustificato dallo svolgimento gratuito di pura attività d’utilità sociale che sgrava lo Stato dal praticarla a sua volta?  Ma soprattutto, possiamo ancora permettercelo?

“A questo punto vogliamo sperare, conclude l’MTR che il nuovo padrone del vapore, l’Unione Europea, una volta tanto faccia gli interessi dei cittadini italiani senza parrocchia e sanzioni questo privilegio aprendo una procedura contro l’Italia per aiuti di Stato”.

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Il M.T.R. ricorda Paolo Signorelli

1 DICEMBRE 2010 – 1 DICEMBRE 2011

Il Movimento Tradizionale Romano ad un anno dalla sua scomparsa vuole ricordare il prof. Paolo Signorelli con le stesse parole di un anno fa.

“Ricordiamo il Pagano che nel dopoguerra fu tra i primi a ricollegarsi alla Tradizione dei Padri.

Non fu un nostro Frater ma nonostante ciò è stato sempre al fianco della nostra comunità in maniera leale e continua. Vicinanza condannata da chi non sa comprendere in profondità la Virtus romana e che crede, che un determinato percorso politico, per cui ha pagato molto duramente, potesse compromettere l’immagine della Nostra Gens.”

IL SOLE VINCE SEMPRE!

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Maria Teresa Ruta a Roma in visita al Movimento. Al via Associazione per divulgare l’opera del Fondatore

Maria Teresa Ruta con Daniele Liotta e Anna Lucarelli presso la sede dell'Mtr

Maria Teresa, una delle due figlie del compianto fondatore del M.T.R. ed alfiere della tradizione romano-italica Salvatore Ruta, è ospite a Roma dei responsabili nazionali del Movimento per alcuni giorni di novembre.

La visita, oltremodo gradita, suggella un profondo e antico legame ed è anche l’occasione per rendere pubblica un’importante novità per la vita del Sodalizio.

Ci riferiamo alla volontà dell’MTR, espressa in queste ore dal suo presidente Daniele Liotta, di dar vita all’Ass. per la Fondazione Ruta sugli Studi Tradizionali: una decisione questa che affonda le sue radici nel reciproco rapporto di fiducia tra lo stesso Liotta e le eredi Ruta e che è fattiva conseguenza dalla procura notarile che due anni fa Maria Teresa e la sorella Lia conferirono al presidente dell’MTR, attribuendogli direttamente e inconfutabilmente la tutela, la promozione e la diffusione dell’eredità spirituale, degli scritti e delle opere del padre Salvatore.

Solo ora Liotta ha inteso rendere nota la vicenda, sia per una forma di rispetto nei confronti delle eredi, sia per paziente attesa che si componesse una spiacevole querelle insorta con alcuni transfughi del Movimento che avevano anteposto i loro interessi personali a quelli comuni. La temperanza di chi, con coerenza e correttezza, ha atteso che i torti ricevuti si ritorcessero su chi li aveva imbastiti è stata, evidentemente, premiata, come ben emerge dalla lettera qui sotto pubblicata, della quale Maria Tersa Ruta è stata personale latrice in questi giorni al Movimento.

Ora dunque si potrà iniziare a pensare ad un vero e proprio rilancio del pensiero e delle opere del Fondatore attraverso lo strumento dell’Associazione.  L’importante iniziativa nasce così sotto i migliori auspici grazie anche al prezioso viatico delle sorelle Ruta, confermato dalla visita romana e dai fattivi incontri registrati in giorni d’intensa attività sociale con tutti i membri del sodalizio, culminati con la celebrazione comune delle Idi di novembre.

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La lettera all’MTR della figlia di Salvatore Ruta: “Fermato lo scippo della rivista La Cittadella”

La pala della Dea Fortuna Primigenia presso la sede dell'Mtr

A Mani dell’amico Daniele Liotta

*   *   *   *   *

Caro Daniele,

approfittando di questo mio breve soggiorno a Roma, voglio innanzitutto porgere i miei più cari saluti a te ed agli amici del MTR — Movimento Tradizionale Romano, che da anni ormai, nonostante tutto e tutti, avete difeso e continuate a difendere i veri principi e gli ideali che originariamente ispirarono mio padre oltre 25 anni fa.

Del suo nome e della sua memoria alcuni hanno fatto scempio, altri se ne sono serviti per i più bassi o personali scopi, mentre sotto la tua guida voi ne preservate il ricordo e l’insegnamento, confidando che in futuro proseguirete in questa lodevole attività, anche grazie alle specifiche autorizzazioni che in tal senso io e mio sorella Lia siamo state liete di concederti.

Ma un ulteriore fine muove oggi la mia penna, ovvero il bisogno di comunicarti una ben lieta e recente notizia.

Come ricorderai, oltre un anno fa, noi sorelle Ruta ci siamo trovate costrette ad intervenire formalmente per porre fine all’uso arbitrario che alcuni soggetti stavano perpetrando, da anni, della rivista La Cittadella, stampandola e distribuendola senza alcuna autorizzazione ed anzi contro il nostro esplicito divieto, rivista che nessuno può mettere in dubbio sia stata una esclusiva creazione di nostro padre.

Orbene, risultate vane le lettere con le quali vietavamo tale condotta, abbiamo portato la questione davanti al Tribunale di Roma, dove quei medesimi soggetti hanno messo in dubbio non solo i diritti di nostro Padre, ma financo l’essere io e mia sorella le legittime eredi di Salvatore Ruta!

Ti risparmio i dettagli di questa triste vicenda, che non ti nascondo ci ha molto angustiato, per rendere noto a te, ed a chi con te difende il nome e la memoria di nostro padre, che pochi giorni fa il Giudice ha formalmente vietato a quei medesimi soggetti l’utilizzazione del titolo e della testata de La Cittadella .

Anche se la causa non è ancora finita, sono certa che questa notizia solleverà i vostri animi, così come ha fatto con i nostri.

Con la dignità e l’onore che hanno sempre contraddistinto il Movimento Tradizionale Romano, e nel suo seno te per primo, ti chiedo, quindi, di rendere partecipi di tale notizia anche gli amici che non avrò modo di incontrare personalmente.

I più cari saluti

13 Novembre 2011

Maria Teresa Ruta

originale lettera Ruta

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