
Dopo un lungo e importante intervento di restauro, uno dei tesori archeologici romani dell’Italia occidentale, il Teatro imperiale di Aosta – l’Augusta Praetoria Salassorum, colonia romana fondata nel 25 a.e.c.. per volontà di Augusto – ha riaperto i battenti
II Teatro è stato al centro di un complesso progetto urbanistico e archeologico durato complessivamente 7 anni, culminato con una chiusura totale al pubblico per quasi 4 anni.
L’area è stata inaugurata il 3 luglio 2026 per restituire lo spazio ai visitatori all’inizio della stagione estiva, sebbene i lavori non siano del tutto terminati.
Il cantiere ha richiesto un maxi investimento di quasi 5 milioni di euro (4.913.000€). Inizialmente i lavori interni più impattanti avrebbero dovuto concludersi in 860 giorni, ma l’apertura è slittata a 969 giorni a causa della complessità del sito.
La Soprintendenza ha cercato di mantenere il monumento accessibile il più a lungo possibile, ma ha dovuto sbarrare gli ingressi dal 2023 quando i restauri hanno iniziato a interessare i camminamenti interni e le strutture portanti.
L’accelerazione finale è del primo semestre 2026 quando i i tecnici hanno chiuso le operazioni per garantire una riapertura parziale in modalità “cantiere a cielo aperto”, evitando di tenere il sito isolato per un’altra estate
Il progetto non ha riguardato solo le pietre romane, ma punta a ridisegnare l’intero comparto “Aosta Est”, : importante intervento di valorizzazione culturale, archeologica e turistica del centro storico di Aosta che mira a collegare e riqualificare un sistema di beni monumentali attraverso nuovi spazi pubblici e percorsi pedonali.
La monumentale parete meridionale del teatro (alta 22 metri) è stata messa in sicurezza, ripulita e valorizzata con un nuovo impianto di illuminazione integrato per le visite serali.
È stata posizionata una passerella sospesa tra il palcoscenico e l’orchestra che permette ai turisti di camminare nel cuore della struttura senza calpestare i reperti storici.
È stata completata la riqualificazione dell’ex piazzale per trasformarlo in un’area eventi con spazi flessibili.
Il teatro viene così progressivamente “ricucito” al centro storico in un unico percorso pedonale con la Porta Praetoria, la Torre dei Signori di Quart, la Tour Fromage e la Torre dei Balivi.
Il Teatro presenta una particolare planimetria che vede le gradinate semicircolari della cavea e il palcoscenico racchiusi in un perimetro murario rettangolare: una caratteristica che lo avvicina ai teatri di Luni e Torino, nonché all’Odeon di Pompei. Una peculiarità che ha portato a ipotizzare l’originaria presenza di un tetto: ipotesi seducente sebbene di difficile dimostrazione a causa della notevole portata delle travature lignee necessarie (ben 37 metri) unitamente alla mancanza di conoscenze precise circa le modalità di messa in opera.
In alternativa si suppone comunque la presenza all’interno dell’edificio di coperture leggere, come dei velarii.

La facciata meridionale, che conserva l’altezza originaria di 22 metri e presenta una lunghezza di oltre 60 metri, è costituita da una serie di arcate e da tre ordini sovrapposti di aperture di diversa ampiezza, scandite da dieci poderosi contrafforti che si ripetono anche sui restanti tre lati dell’edificio.
All’interno del muro di facciata si sviluppava la cavea, composta da tre livelli di gradinate destinate agli spettatori; al centro si apriva l’orchestra riservata inizialmente al coro e ai musici, e poi occupata dai seggi delle personalità cittadine più eminenti.
Il lato nord era occupato dalla zona delle azioni teatrali composta da: pulpitum, ossia il fronte del palco, spesso articolato in nicchie e decorato, proscænium, il palcoscenico vero e proprio, e scænæ frons, la monumentale quinta scenografica di fondo.
Dietro il pulpitum scorreva l’aulæum, cioè il sipario, sollevato da un sistema di contrappesi nascosti sotto al palco. Alle spalle della scena, inoltre, si apre una serie di ambienti di servizio, camerini per gli attori e depositi. La muratura vede l’utilizzo di grandi blocchi parallelepipedi di puddinga (conglomerato di origine fluviale, largamente impiegato nell’architettura pubblica aostana), rifiniti a bugnato rustico molto sporgente, e da blocchi di travertino per sottolineare varchi e aperture.
Oggi il Teatro è aperto tutti i giorni con orario estivo continuato dalle 9.00 alle 19.00.
È acquistabile il biglietto unico “Aosta Archeologica” al costo di 10 euro.
Il ticket include l’accesso al Teatro Romano, al MAR (Museo Archeologico Regionale), al Criptoportico forense, al MegaMuseo e alla Chiesa paleocristiana di San Lorenzo.