Mappati digitalmente 300mila chilometri di strade romane. Dati accessibili a tutti

L'incremeto della mappatura delle strade romane grazie a Itinere
L’incremento (in blu) della mappatura delle strade romane grazie a Itiner-e

Si chiama ‘Itiner-e’ ed è una mappa digitale ad alta risoluzione che permette di osservare le strade percorribili durante l’Impero Romano intorno all’anno 150 d.C.

A presentare questo strumento sulla rivista ‘Scientific Data’ sono stati gli scienziati dell’Università di Aarhus e dell’Universitat Autonoma de Barcelona.

Il team, guidato da Tom Brughmans, Pau de Soto e Adam Paout, ha ricostruito un set di dati utilizzando informazioni storiche e archeologiche, mappe topografiche e immagini satellitari. Un lavoro certosino: ogni tratto è stato tracciato a mano, seguendo la conformazione del terreno e integrando i resti visibili con 8.388 pietre miliari incise in latino. Hanno usato tutto: dalla Tabula Peutingeriana, una mappa tardoantica del mondo romano, all’Itinerarium Antonini, una specie di “Google Maps” del III secolo.Strade-di-Roma-Itiner-e

E quando le strade non c’erano più? Hanno cercato i “fantasmi” delle vie perdute. Linee appena visibili nei campi, divisioni geometriche del terreno che ancora oggi ricalcano l’antica centuriazione romana. Ed ecco una mappa in alta definizione dell’intera rete stradale imperiale, navigabile, interattiva e soprattutto scientificamente verificabile.

Il database, riportano gli autori, aumenta la possibilità di percorrenza note di oltre 100mila chilometri. Al suo apice, spiegano gli esperti, nel II secolo d.C., l’Impero Romano comprendeva oltre 55 milioni di persone e si estendeva dall’odierna Britannia all’Egitto e alla Siria.

Sebbene sia logico pensare che esistesse una rete di strade e vie percorribili, per facilitare lo sviluppo e il mantenimento delle colonie, la mappatura delle possibilità resta incompleta, e le digitalizzazioni esistenti sono scarne e a bassa definizione. ‘Itiner-e’ supera questi limiti e include 299.171 chilometri di strade, decisamente più ingente rispetto alla stima precedente di 188.555 chilometri.

La copertura e l’affidabilità di Itiner-e

Gli autori attribuiscono questo aumento della copertura stradale alla maggiore copertura stradale nella Penisola Iberica, in Grecia e in nord Africa e all’adattamento di percorsi stradali precedentemente proposti alle realtà geografiche. ‘Itiner-e’ comprende 14.769 tratti, il 34,6 per cento dei quali possono essere classificati come strade principali e i restanti come strade secondarie.

Tuttavia, precisano gli esperti, solo il 2,7 per cento dei percorsi è associato a una posizione precisa e certa, mentre l’89,8 per cento è individuato con un grado di sicurezza inferiore e il 7,4 per cento è frutto di ipotesi.

‘Itiner-e’, sottolineano gli scienziati, rappresenta la digitalizzazione più dettagliata e completa delle strade dell’Impero, e costituisce uno strumento libero e accessibile al pubblico (https://itiner-e.org/).

Flusso di lavoro che riassume il processo di raccolta e digitalizzazione dei dati.
Flusso di lavoro che riassume il processo di raccolta e digitalizzazione dei dati

Tuttavia, il dataset non può mostrare i cambiamenti del sistema stradale nel tempo e saranno necessari ulteriori approfondimenti per indagare questo aspetto, ma, concludono gli autori, potrà essere utilizzato nelle ricerche future volte a esaminare l’influenza delle strade romane sulla connettività, l’amministrazione, le migrazioni e la trasmissione delle malattie nell’Impero.

La nuova mappa delle strade romane, insomma,non è solo un esercizio di archeologia digitale: è uno strumento che cambia la nostra percezione della Storia. Con Itiner-e è possibile calcolare tempi di percorrenza, costi commerciali e rotte militari con un realismo mai avuto prima.

Gli studiosi possono stimare quanto tempo serviva per portare il grano dall’Egitto a Roma o il vino dalla Gallia, tenendo conto di pendenze e rilievi. Non è un dettaglio: questo tipo di dati può rivoluzionare gli studi su economia, logistica e guerre antiche. Ad esempio, ora si può capire in ore (non più in “giorni di marcia”) quanto impiegasse una legione per muoversi da una fortezza all’altra.

Qui la presentazione firmata: https://youtu.be/OTSe7MsJXbo

(Fonte: AGI, Nature)

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