A nord di Roma, a ridosso della barriera autostradale, all’altezza del casello di Fiano Romano, si trova uno dei siti archeologici più interessanti e ben tenuti della Valle del Tevere: il Lucus Feroniae con l’annessa Villa imperiale dei Volusii Saturnini.
A dispetto del nome (lucus = bosco) si tratta di una vera e propria città romana con foro, templi, terme, anfiteatro e basilica unita a un moderno museo coi pezzi pregiati rinvenuti negli scavi. Poi la villa imperiale rustica, purtroppo segata in due dall’Autosole, ma ben curata dalla stessa Società Autostrade (sotto il controllo della Soprintendenza).

La città di Lucus Feroniae era un centro urbano particolarmente significativo per il legame che ebbe con la dea Feronia, una divinità italica associata alla fertilità, alla libertà e alla natura selvaggia. Fu quindi un importante centro religioso e uno snodo commerciale imprescindibile per la Valle . Si trova infatti lungo un tratto (ancora da scavare) della Via Tiberina, strada che collegava la Valle del Tevere con Roma. La sua posizione strategica lo rese così un vivace mercato e un luogo di incontro, specialmente durante le feste dedicate a Feronia.
Era anche noto come un luogo dove gli schiavi potevano ottenere la libertà, spesso attraverso una cerimonia presso il tempio della dea.
Il sito archeologico scavato comprende il Foro rettangolare sul quale si affaccia una terrazza sacra, con l’Aedes Genii Coloniae di età augustea (12 a.C.), un Sacello degli Augustali tardo-tiberiano, una culina connessa agli Augustales e il Tempio di Salus Frugifera, tutti aperti su un cortile colonnato dorico sotto cui erano collocate statue di benemerenti della città,
Gli scavi hanno poi rivelato:
Il Santuario di Feronia: Sebbene la forma esatta del tempio principale sia ancora oggetto di dibattito, le prove indicano un significativo complesso religioso dedicato alla dea, baricentro regionale di peregrinazioni annuali.
Un macellum (mercato): sno stati riportati alla luce i resti di un grande edificio di mercato con negozi e un cortile centrale, a conferma dell’importanza commerciale del Lucus.
L’anfiteatro: Un piccolo anfiteatro ben conservato, probabilmente utilizzato per combattimenti di gladiatori e altri spettacoli, è una caratteristica prominente del sito. Poteva ospitare circa 2.500 spettatori.
Residenze: Le fondamenta di varie case di epoca romana indicano una comunità insediata intorno al bosco sacro.
Terme: Tracce di bagni pubblici suggeriscono la presenza di tipiche comodità urbane romane.
Necropoli: Sono state trovate diverse tombe e siti di sepoltura, fornendo informazioni sulle pratiche funerarie degli abitanti.
Il sito è meno esteso e meno scavato rispetto ad altri importanti siti romani, offrendo così un’esperienza più intima e serena per i visitatori interessati a comprendere un centro di culto locale e il suo insediamento circostante.
A far da cornice agli scavi è oggi un prezioso e ben curato Antiquarium, che gode delle più moderne tecniche museali e si articola in un percorso di sei sezioni espositive dove sono conservati i molti manufatti scoperti durante gli scavi.
La collezione del museo include:
- Frammenti architettonici: elementi degli edifici, inclusi pezzi decorativi e componenti strutturali.
- Sculture e statue: offerte votive, ritratti e statue di culto, alcune probabilmente raffiguranti la stessa Feronia o altre divinità.
- Iscrizioni: prove epigrafiche che fanno luce sulla storia del sito, sulle persone che vi abitavano e sulle loro pratiche religiose.
- Oggetti di uso quotidiano: ceramiche, strumenti, monete e ornamenti personali che offrono uno sguardo sulla vita quotidiana degli antichi abitanti.
- Ricostruzioni e diorami: il museo utilizza esposizioni interpretative per aiutare i visitatori a visualizzare l’aspetto antico del sito.
La Villa dei Volusii Saturnini si trova a pochi passi dal sito archeologico: occorre attraversare un ponte pedonale sulla statale per raggiungerla. Non è una villa a sé stante come la Villa dei Vettii a Pompei, ma fa parte del complesso cittadino ed è stata per qualche secolo la residenza di famiglie molto vicine agli imperatori.
Fu scoperta grazie agli scavi dell’Autosole, scavi che tuttavia ci hanno privato di una fetta di villa, a partire dagli anni ’50 e ’60 del XX secolo. Era di proprietà della gens Volusia, una famiglia senatoria di grande importanza, che possedeva vasti appezzamenti di terra nella zona. La loro presenza a Lucus Feroniae sottolinea l’importanza economica e sociale del luogo.
La Villa dei Volusii è un esempio di villa rustica e residenziale, che combinava le funzioni di una fattoria produttiva con quelle di una lussuosa residenza padronale. Le sue caratteristiche principali includono:
- Dimensioni imponenti: La villa si estendeva su una vasta area, indicando la ricchezza e il potere dei suoi proprietari.
- Parti residenziali: Erano presenti ampie zone dedicate alla residenza, con ambienti riccamente decorati, pavimenti in mosaico e affreschi. Questi spazi erano destinati alla vita quotidiana della famiglia e all’accoglienza degli ospiti.
- Parti produttive (pars Rustica): La villa includeva anche aree dedicate all’attività agricola, come magazzini, frantoi (per olio o vino) e stalle. Questo aspetto evidenzia la sua funzione come centro di produzione agricola.
- Terme private: Come molte ville di lusso, anche quella dei Volusii era dotata di un complesso termale privato, con calidarium, tepidarium e frigidarium, per il benessere dei proprietari.
- Giardini e Portici: Sebbene non sempre completamente conservati, è probabile che la villa avesse giardini e portici che offrivano spazi aperti e piacevoli per il riposo e la contemplazione.
- Reperti: Gli scavi hanno portato alla luce numerosi reperti, tra cui statue, iscrizioni, ceramiche e monete, che hanno contribuito a identificare i proprietari e a comprendere lo stile di vita dell’aristocrazia romana. Molti di questi reperti sono esposti nell’Antiquarium di Lucus Feroniae.
La Villa dei Volusii è fondamentale per capire non solo l’architettura delle ville romane, ma anche l’organizzazione economica e sociale del territorio circostante a Roma. Essa dimostra come le ricche famiglie romane gestissero le loro proprietà, combinando l’agricoltura con il lusso e il prestigio. La sua vicinanza al santuario di Feronia suggerisce anche un legame tra la vita privata della famiglia e le pratiche religiose pubbliche del luogo.
Paolo Casolari
GALLERIA FOTOGRAFICA

























