01 IANUARIUS F KALENDAE

Non si può parlare di Capodanno senza ricordare Giano, il dio degli inizi, dei passaggi e della soglia di casa separata materialmente dal mondo esterno dalla porta, che in latino si dica ianua.
E’ Giano che rende la soglia di casa santa cioè da non violare.
Il dio sacralizza l’inizio stesso della vita umana, ha cura del tempo storico e dell’universo, e veglia sulla civiltà che si contrappone alle oscure brutalità del mondo. A Roma il tempio a lui dedicato rimaneva aperto in tempo di guerra, quando la sorte stessa di Roma era in pericolo, e chiuso in tempo di pace.
Il saggio re Numa Pompilio, successore di re Romolo fondatore, dedicò a Giano, oltre al tempio, anche il mese dell’anno che segue al solstizio d’inverno: gennaio.
Nella Roma dei primordi la residenza sacrale del dio era sul Gianicolo, il colle a lui dedicato, posto oltre il fiume, fuori della città. A Giano è riconosciuta la paternità di Tiberino, il dio che rende sacro e santo il Tevere, ed è sempre Giano che accoglie Saturno detronizzato e lo rispetta nella sua dignità regale. Saturno, da parte sua rende più profonda la divinità di Giano donandogli la conoscenza del passato e del futuro. In quegli anni anche gli uomini vivevano felici.
Giano, raffigurato con due volti, simboleggia non solo la divina autorità sui riti di passaggio ma anche la benevola custodia sul primo e l’ultimo momento di vita degli uomini. Ai quali aveva fatto dono dell’età dell’oro