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	<title>SATURNIA TELLUS</title>
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	<description>Sito ufficiale Movimento Tradizionale Romano</description>
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		<title>21 aprile, la lezione di Casalino: il Rito Romano come paradigma dell&#8217;eterno e la Via Eroica al Sacro</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 15:06:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domus Lases</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[Una lettura “sapienziale” della tradizione romana che ha incantato per oltre tre ore la nutrita platea presente in sala, in Via Bezzecca.  Giandomenico Casalino, noto scrittore e giurista leccese, nonché filosofo delle tradizioni, ospite del Movimento Tradizionale Romano ai Natali di &#8230; <a href="http://www.saturniatellus.com/2012/05/21-aprile-la-lezione-di-casalino-il-rito-romano-come-paradigma-delleterno-e-la-via-eroica-al-sacro/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_235" class="wp-caption alignleft" style="width: 231px"><a href="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/05/Nella-sede-MTR-di-Via-Bezzecca-la-lectio-magistralis-di-Giandomenico-Casalino.jpg"><img class="size-full wp-image-235" title="Nella sede MTR di Via Bezzecca la lectio magistralis di Giandomenico Casalino" src="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/05/Nella-sede-MTR-di-Via-Bezzecca-la-lectio-magistralis-di-Giandomenico-Casalino.jpg" alt="" width="221" height="166" /></a><p class="wp-caption-text">La lectio magistralis di Giandomenico Casalino il 21 aprile nella sede MTR di Via Bezzecca, a Roma</p></div>
<p>Una lettura “sapienziale” della tradizione romana che ha incantato per oltre tre ore la nutrita platea presente in sala, in Via Bezzecca.  Giandomenico Casalino, noto scrittore e giurista leccese, nonché filosofo delle tradizioni, ospite del Movimento Tradizionale Romano ai Natali di Roma lo scorso 21 aprile per parlarci del Rito giuridico-religioso quale fondamento della civiltà Romana, ha voluto iniziare la sua ricca relazione prendendo spunto proprio dal simbolo dell’MTR, il cerchio iscritto nel quadrato, che &#8220;concilia i quattro elementi con la triade e rappresenta ermeticamente la Via Eroica al Sacro, essenza della Romanità”. Una Via questa, ha detto, tutta occidentale ed apollinea, che “evoca la forza indefinita (il cerchio) e poi la fissa immediatamente, e che farà affermare a Elio Aristide in “Encomio a Roma” (138 e.v.) che tutte le <em>poleis</em> si adeguano a questo modello ideale di <em>forma urbis</em>.<span id="more-234"></span></p>
<p>Casalino ha poi ricordato che &#8220;il rito è forma, è rinnovazione &#8211; non ricordo &#8211; e rende eterno: ogni religione è dunque tale solo se è fondata sul rito.  Rito è <em>ritus</em> a Roma,  <em>rta</em> in India, <em>maat</em> in Egitto e <em>themis</em> in Grecia&#8221;. Una linea rossa congiunge tutte le forme sapienziali indoeuropee, una coscienza comune che precede la conoscenza epistemica: il <em>logos</em> (la filosofia), infatti, arriverà al tramonto di queste civiltà, quando ormai si era andata perdendo la conoscenza suprema, la <em>sophia</em> (che, come noto, è prima del mito). Tutto questo, con la scissione moderna, galileiana, tra soggetto vedente e realtà veduta, non verrà più capito e rimarrà celato: poiché il rito stesso è il mondo come Ordine cosmico ed è l’eternarsi del mondo stesso, può essere compreso solo da una <em>weltanschauung</em> olistica. Se il rito dunque rinnova (rinnovava) e produce (produceva) effetti, col rito lo spirito dell’uomo ha (aveva) esperienza dello spirito del mondo.</p>
<p>Esiste poi un doppio livello di consapevolezza nella pratica del rito romano; uno essoterico ed uno esoterico. Quello essoterico distingue tra il soggetto che segue il rito e il sacro che viene creato. Diversamente il livello esoterico annulla il dualismo con l’identificazione del soggetto, senza necessità di mediazione fantastica del mito; non più dunque “io e il sacro”, ma “io che mi identifico e trovo somiglianza nel sacro”. È questo per Casalino è un atto “congiuntivo”. Nel livello esoterico, di nostro, di personale non c’è più nulla, ed anche il pensiero, col rito, diviene quindi potenza cosmica. E se a Roma questo è ascesi dell’azione (praticata da pontenfici, auguri, flamini), nella tradizione platonica diventa “ascesi della contemplazione” (praticata da filosofi). Inoltre detta tendenza all“impersonale” informa di sé tutta di civiltà romana. Per capire meglio, il principio moderno <em>homo faber est suae quisque fortunae</em> non sarebbe mai stato capito da un romano il quale, al massimo, avrebbe chiosato <em>faber est civitatem cum diis</em>. Per Casalino il rito romano è inoltre <em>katekon</em>, muro, <em>limes</em>. La funzione della <em>Res Publica</em>, dell’impero romano, fondata sul rito, è infatti quella di fermare le tenebre di <em>Gog</em> e <em>Magog</em>, che altrimenti avrebbero dilagato (come accade ora). Casalino ha poi rilanciato un suo cavallo di battaglia, la vicinanza tra platonismo e filosofia hegeliana (sua scoperta), ricordando come, nella Fenomenologia dello Spirito, tutta la coscienza dell’umanità sia movimento, sia lotta, sia insomma la “Via Eroica Romana”, e si concluda con il sapere assoluto. Da qui il discorso si è allargato, investendo il significato stessa della vita e della morte per la tradizione romana, ben racchiusa nelle scene scatenate di giubilo scolpite nei bassorilievi sepolcrali: secondo lo studioso, infatti, “quando muori la potenza vitale liberata si scatena nella gioia e nel ritorno all’essere unico” (i &#8220;diversi&#8221; esistono solo nella nostra realtà del divenire).  Secondo questa visione olistica, dunque, il paradiso (l’Elisio) e l’inferno (il Tartaro) sono stati di coscienza dello stesso mondo: “tu conosci quello che sei e sei quello che conosci.” Per Casalino, Dioniso e Apollo, Samsara e Nirvana, Tempo ed Eterno, Divenire ed Essere sono facce della stessa medaglia.</p>
<div id="attachment_236" class="wp-caption alignleft" style="width: 231px"><a href="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/05/Daniele-Liotta-presidente-Mtr-presenta-Giandomenico-Casalino.jpg"><img class="size-full wp-image-236" title="Daniele Liotta, presidente Mtr, presenta Giandomenico Casalino" src="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/05/Daniele-Liotta-presidente-Mtr-presenta-Giandomenico-Casalino.jpg" alt="" width="221" height="166" /></a><p class="wp-caption-text">Daniele Liotta, presidente MTR, presenta il filosofo Giandomenico Casalino</p></div>
<p>E allora,  sorge spontanea la domanda, perché oggi tacciono gli oracoli?  “Tacciono perché ha prevalso la fede sulla consapevolezza. Ma la fede è un fatto psichico e il cristiano ha bisogno di credere perché non vede; la fede inoltre la puoi perdere (come accade oggi con la secolarizzazione), mentre la consapevolezza di Dio, no.  I nostri antenati romani non credevano negli Dei perché …  erano consapevoli di vederli”.  “Siamo noi &#8211; ha concluso il filosofo leccese &#8211; che non siamo più visionari e non sappiamo più ascoltare. Solo &#8220;un&#8221; Dio ci può salvare”.</p>
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		<title>La mattinata ai fori</title>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 10:56:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AmoRomA</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[La passeggiata quest’anno è partita dal Palatino, il centro della memoria sacra di Roma. Lì nella zona sud del Palatino, dove era ubicato il Lupercale, il luogo che segna la nascita della Roma quadrata siamo partiti, per rivivere la sacralità &#8230; <a href="http://www.saturniatellus.com/2012/05/la-mattinata-ai-fori/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La passeggiata quest’anno è partita dal Palatino, il centro della memoria sacra di Roma.</p>
<div id="attachment_240" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/05/DSCN40821.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-240" title="DSCN4082" src="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/05/DSCN40821-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Il gruppo in partenza dalle pendici del Palatino</p></div>
<p style="text-align: justify;">Lì nella zona sud del Palatino, dove era ubicato il Lupercale, il luogo che segna la nascita della Roma quadrata siamo partiti, per rivivere la sacralità dei luoghi da cui tutto ebbe inizio.</p>
<p style="text-align: justify;">Assorti nel silenzio di quello che ancora è il colle più isolato di Roma ci siamo soffermati brevemente sulla descrizione della casa di Augusto, novello Romolo, attento a ricostituire la religione dei padri.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è stato un caso che proprio in questa zona nel 326 d. C. Costantino fece costruire la chiesa di S. Anastasia, su un lotto di terra appartenente alla sorella Anastasia e che da quella chiesa proprio a partire dal 326 d. C. venne festeggiato il primo Natale cristiano. La cristianità entrò nella zona sacra di Roma e ci entrò sostituendo al culto del Lupercale quello della natività del Cristo.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal Palatino ci siamo spostati ai Fori, per accedere al percorso della via Sacra e abbiamo ammirato durante la discesa il sempre affascinante Arco di Tito fatto costruire dal Senato fra gli anni 81 e 100 d. C.</p>
<div id="attachment_241" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/05/DSCN4094.jpg"><img class=" wp-image-241 " title="DSCN4094" src="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/05/DSCN4094-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Sotto l&#39;arco di Tito, ottimamente guidati dall&#39;archeologa Simeone.</p></div>
<p style="text-align: justify;">Proseguendo nel tratto di strada definito “summa sacra via” dopo un accenno doveroso alla Porta Mugonia, una delle tre porte della Roma quadrata siamo al fine arrivati al Tempio di Giove Statore, poi Tempio di Romolo fatto costruire da Massenzio nel 309 d. C. ed infine chiesa cristiana dedicata ai SS. Cosma e Damiano.<span id="more-238"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Sulla sinistra del Tempio di Giove Statore invece approfonditamente abbiamo ricostruito il lotto del Santuario di Vesta, complesso esterno alle mura pomeriali e luogo della custodia del fuoco pubblico, da cui tutti gli altri fuochi sono generati.</p>
<div id="attachment_242" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/05/CIMG0796.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-242" title="CIMG0796" src="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/05/CIMG0796-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Alcune nostre sodali sotto il Tempio di Vesta</p></div>
<p style="text-align: justify;">L’importanza del fuoco nelle religioni indoeuropee è nota e il fuoco di Vesta conserva delle peculiarità proprie della zona indoiranica più che Greca.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto siamo entrati nel Foro vero e proprio, che come ricorda Vitruvio nel suo trattato è una definizione strettamente spaziale: essa dipende dall’”area rum electio” (scelta previsionale) all’interno del tessuto urbano, delle zone libere destinate all’uso collettivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il foro Romano è il luogo in cui si concentravano i simboli della Divinità municipale e attorno al quale le generazioni successive, a prescindere dal loro statuto giuridico, hanno acquisito ora forzato la consapevolezza di appartenere ad una comunità. La differenza sostanziale con il mondo greco risiede nel non dare al portico la prerogativa di creare il foro, ma di permettere al foro di esistere come unità spaziale autonoma e di preesistere a qualsiasi sistemazione architettonica.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’avvicinarci all’elemento determinante di quest’unità spaziale, il Comitium, abbiamo portato il nostro saluto al Divo Cesare,</p>
<div id="attachment_243" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/05/CIMG0799.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-243" title="CIMG0799" src="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/05/CIMG0799-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">All&#39;Ara del Divo Giulio</p></div>
<p style="text-align: justify;">soffermandoci all’ara ricostruita grazie agli scavi archeologici di Giacomo Boni tra il 1898/99. L’ara di Cesare è il luogo in cui Cesare è stato cremato, inseguito alla morte avvenuta per mano di Bruto, figlio di Servilia, amante di Cesare, quindi per mano di un suo probabile figlio. La morte di Cesare per noi ha un evidente valore politico ma anche e soprattutto storico nel significato di morte come sacrificio per il passaggio.</p>
<div id="attachment_245" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/05/CIMG08021.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-245" title="CIMG0802" src="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/05/CIMG08021-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Lo scettro fatto nascondere da Massenzio</p></div>
<p style="text-align: justify;">Siamo giunti quindi al complesso Curia-Comitium lo spazio politico e giudiziario della Roma del VI secolo a.c. All’interno della Curia c’era l’esposizione dello scettro di Massenzio il simbolo del potere della paganitas romana mai più trasmesso ad alcun sovrano.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla sinistra del Comitium abbiamo esplorato il luogo dedicato a Vulcano, Volcanal-Lapis Niger. A est dell’area dedicata a Vulcano abbiamo ricordato l’Umbilicus Urbis o Mundus, una costruzione rotonda in mattoni, eretta probabilmente nell’età di Settimio Severo, per simboleggiare il centro ideale della città, ad imitazione degli Omphaloi delle città greche. Secondo la ricostruzione di Coarelli, suffragata dalle fonti antiche, questa costruzione tarda potrebbe coincidere con l’arcaico Mundus.</p>
<div id="attachment_247" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/05/DSCN4109.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-247" title="DSCN4109" src="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/05/DSCN4109-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Davanti al Mundus. Oltre la nostra guida l&#39;archeologa Marina Simeone si riconosce tra gli altri Rodrigo Filippani Ronconi</p></div>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/05/DSCN41081.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-250" title="DSCN4108" src="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/05/DSCN41081-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La posizione del Mundus in quella parte del foro non è ovviamente causale come precisa anche Macrobio, riconoscendo l’affinità tra questa costruzione e la vicina ara di Saturno con successivo tempio di Saturno. Potremmo supporre che le divinità di Saturno e di Ops inizialmente erano connesse al Mundus e solo più tardi alle stesse si sono affiancate le divinità di Proserpina e dis Pater. Se questa ipotesi, richiamate da Coarelli fossero veritiere, la fondazione del Mundus accanto all’ara Saturni farebbe pensare ad un collegamento voluto tra Palatino-Esquilino e insediamento Capidoglio-Quirinale al momento dell’unificazione delle due colline in un unico abitato, VII-VI a.c.</p>
<p style="text-align: justify;">Di passaggio abbiamo ammirato il portico degli déi Consenti, ovvero gli déi consiglieri, dodici divinità del pantheon romano ricordate da Varrone e il vicino tempio di Concordia.</p>
<div id="attachment_248" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/05/DSCN4112.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-248 " title="DSCN4112" src="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/05/DSCN4112-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Sul Campidoglio, il presidente del M.T.R. Daniele Liotta insieme all&#39;etruscologo Massimiliano Kornmuller</p></div>
<p style="text-align: justify;">Infine siamo saliti sull’Arx capitolina, il luogo in cui secondo Varrone e Festo si concludevano le cerimonie e le processioni. Tra le costruzioni più antiche dell’Arx abbiamo menzionato il tempio di Iuno Moneta, guardiana della rocca e l’Auguraculum, un’area quadrangolare i cui limiti erano indicati originariamente da alberi, divisa in senso longitudinale da una linea mediana prolungata idealmente fino all’infinito. Qui menzionando l’asse della spectio augurale il nostro sguardo è corso al Monte Albano il traguardo all’infinito di cui ci ha parlato Varrone che nonostante i tentativi di offuscamento per noi rimane ancora visibile.</p>
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		<title>Roma Dies Natalis MMDCCLXV a.V.c.</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 14:28:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AmoRomA</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/04/21-aprile-20122.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-231" title="21 aprile 2012" src="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/04/21-aprile-20122-708x1024.jpg" alt="" width="640" height="925" /></a></p>
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		<title>XXI APRILE MMDCCLXV &#8211; Raduno Saturnia Tellus</title>
		<link>http://www.saturniatellus.com/2012/04/xxi-aprile-mmdcclxv-raduno-saturnia-tellus/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 18:09:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AmoRomA</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Casalino]]></category>
		<category><![CDATA[M.T.R.]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento Tradizionale Romano]]></category>
		<category><![CDATA[XXI Aprile]]></category>

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		<description><![CDATA[Di seguito l&#8217;organizzazione del giorno della Fondazione di Roma da parte del Movimento Tradizionale Romano. ore 10:30: Visitata guidata dei Fori Romani (Palatino, Sacra Via e Campidoglio) &#8211; appuntamento all&#8217;ingresso su Via di San Gregorio. A seguire offerta floreale alla &#8230; <a href="http://www.saturniatellus.com/2012/04/xxi-aprile-mmdcclxv-raduno-saturnia-tellus/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di seguito l&#8217;organizzazione del giorno della Fondazione di Roma da parte del Movimento Tradizionale Romano.</p>
<p>ore 10:30: Visitata guidata dei Fori Romani (Palatino, Sacra Via e Campidoglio) &#8211; appuntamento all&#8217;ingresso su Via di San Gregorio. A seguire offerta floreale alla Dea Roma sul Campidoglio.</p>
<p>ore 13:30: Rito in onore a <a href="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/04/Dea-Pale.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-227" title="Dea Pale" src="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/04/Dea-Pale.jpg" alt="" width="244" height="244" /></a>Pale e a Roma.</p>
<p>ore 14:30: pranzo conviviale.</p>
<p>ore 17:30: Conferenza <strong>&#8220;Il rito giuridico-religioso: fondamento dellc <em>civitas </em>ro</strong><strong>mana</strong>&#8221;</p>
<p>introduce, Daniele Liotta (presidente M.T.R.)</p>
<p>relatore, Giandomenico Casalino (saggista)</p>
<p>Gli orari potrebbero subire modifiche o variazioni in base al prolungarsi di alcune attività.</p>
<p>Per qualsiasi info potete contattarci alla mail: info@saturniatellus.com o cdn_mtr@yahoo.it o sul nostro profilo Facebook.</p>
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		</item>
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		<title>Il Movimento Tradizionale Romano ricorda le Idi di Marzo</title>
		<link>http://www.saturniatellus.com/2012/04/il-movimento-tradizionale-romano-ricorda-le-idi-di-marzo/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 09:18:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AmoRomA</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Cesare]]></category>
		<category><![CDATA[Idibus Martiis]]></category>
		<category><![CDATA[M.T.R.]]></category>
		<category><![CDATA[TG3]]></category>

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		<description><![CDATA[Servizio del TG Regionale del Lazio andato in onda il 15 Marzo del 2012 sulla commemorazione da parte del gruppo romano del M.T.R. dell&#8217;uccisione di Cesare il 15 Marzo del 44 a.C.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=98KdR-kho8M"><img src="http://img.youtube.com/vi/98KdR-kho8M/2.jpg"></a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=98KdR-kho8M">Click here</a> to view the video on YouTube.</p>
<br />
Servizio del TG Regionale del Lazio andato in onda il 15 Marzo del 2012 sulla commemorazione da parte del gruppo romano del M.T.R. dell&#8217;uccisione di Cesare il 15 Marzo del 44 a.C.</p>
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		<title>L&#8217;MTR ricorda la morte di Gaio Giulio Cesare, pontifex maximus et dictator perpetuus</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Mar 2012 10:41:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domus Lases</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Idibus Martiis]]></category>
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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_219" class="wp-caption alignnone" style="width: 612px"><a href="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/03/bb2.jpg"><img class=" wp-image-219 " title="bb2" src="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/03/bb2.jpg" alt="" width="602" height="437" /></a><p class="wp-caption-text">Gli aderenti al Movimento tradizionale romano hanno deposto una corona d&#39;alloro ai piedi della statua del Divo Cesare. Fori imperiali, 15 marzo 2012</p></div>
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		<title>Idi Marzo</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Mar 2012 18:24:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AmoRomA</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Cesare]]></category>
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		<category><![CDATA[M.T.R.]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento Tradizionale Romano]]></category>

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		<description><![CDATA[Come da tradizione annuale, in occasione delle Idi, Idibus Martiis (15 marzo), il Movimento Tradizionale Romano - M.T.R., si riunisce di fronte  la statua di Cesare presso i Fori Romani, per onorare il divo Julio con dono floreale. C. Julio &#8230; <a href="http://www.saturniatellus.com/2012/03/idi-marzo/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come da tradizione annuale, in occasione delle Idi, Idibus Martiis (15 marzo), il <strong>Movimento </strong><strong>Tradizionale Roma</strong><strong>no</strong> <strong>- M.T.R.</strong>, si riunisce di fronte  la statua di Cesare presso i Fori Romani, per onorare il divo Julio con dono floreale.</p>
<p><a href="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/03/450px-Giulio_Cesare_liceo_small.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-212" title="450px-Giulio_Cesare_(liceo)_small" src="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/03/450px-Giulio_Cesare_liceo_small-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>C. Julio Caesar è un personaggio noto, la sua morte, al di là, del significato politico, si configura come una ripetizione della morte di Romolo; come Romolo Cesare sarà divinizzato dopo la sua morte. L’ara di Cesare è il luogo in cui Cesare viene cremato ed è sacro, un punto focale della nostra memoria e della nostra storia</p>
<p>Chiunque voglia partecipare alla ricorrenza può contattarci tramite mail all’indirizzo cdn_mtr@yahoo.it  oppure sul nostro profilo facebook.</p>
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		<title>La Dea Fortuna Primigenia: conferenza di Kornmuller venerdì 24 febbraio al Movimento Tradizionale Romano</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 09:22:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domus Lases</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fortuna Primigenia, la Dea vaticinante romana ed italica associata ad un oracolo; il suo culto,  giunto sino a noi sia per testimonianze letterarie, sia archeologiche; la sua iconografia più nota, con una cornucopia &#8211; simbolo dell&#8217;abbondanza &#8211; sul braccio sinistro. &#8230; <a href="http://www.saturniatellus.com/2012/02/la-dea-fortuna-primigenia-conferenza-di-kornmuller-venerdi-24-febbraio-presso-il-movimento-tradizionale-romano/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_210" class="wp-caption alignleft" style="width: 222px"><a href="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/02/FORTUNA-PRIMIGENIA.jpg"><img class="size-medium wp-image-210" title="FORTUNA PRIMIGENIA" src="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/02/FORTUNA-PRIMIGENIA-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Fortuna Primigenia</p></div>
<p><strong>Fortuna Primigenia</strong>, la Dea vaticinante romana ed italica associata ad un oracolo; il suo culto,  giunto sino a noi sia per testimonianze letterarie, sia archeologiche; la sua iconografia più nota, con una cornucopia &#8211; simbolo dell&#8217;abbondanza &#8211; sul braccio sinistro.<br />
Per approfondire la conoscenza e la complessa natura della Divinità, l’Mtr organizza una pubblica <strong>conferenza, venerdì 24 febbraio alle 18.30 nella sede di Via Bezzecca 1, Roma</strong>.<br />
Relatore sarà il professor <strong>Massimiliano Kornmuller</strong>, saggista e storico della mantica etrusca, originario della Pennsylvania, noto avvocato e originale pittore (pratica l’antichissima tecnica dell’encausto, già nota ai Romani ed a Leonardo da Vinci).  Introdurrà l&#8217;incontro <strong>Daniele Liotta</strong>, presidente del Movimento Tradizionale Romano.</p>
<div id="attachment_200" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/02/massimiliano-kormuller1.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-200" title="massimiliano-kormuller" src="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/02/massimiliano-kormuller1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Massimiliano Kornmuller</p></div>
<p>Kornmuller è autore di numerosi saggi, tra cui “Etrusca disciplina &#8211; manuale teorico e pratico di divinazione etrusca” (Roma, 2006) e “Minimi, poeti latini minori (Roma, 2005);  ha inoltre curato e tradotto le prime edizioni moderne de “L’Antico Calendario Romano” di Dionisus Petavius (Roma, 1993) e del “De Re Coquinaria” di Marco Gavio Apicio (Torino, 1987).</p>
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		<title>Inghilterra, scoperte a Norfolk le fondamenta di un tempio romano. Forse celebrava la vittoria sui Britanni</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 14:53:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domus Lases</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ stata scoperta a Norfolk, in Inghilterra orientale, una misteriosa struttura romana &#8220;alata&#8221; a forma di ipsilon, rompicapo per gli archeologi.  Edificata nel primo secolo dell’era volgare, è posta appena a sud dell’antica Venta Icenorum e dispone di due ali &#8230; <a href="http://www.saturniatellus.com/2012/01/inghilterra-scoperte-a-norfolk-le-fondamenta-di-un-tempio-romano-forse-celebrava-la-vittoria-sui-britanni/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/01/winged-structure-plan.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-193" title="winged-structure-plan" src="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/01/winged-structure-plan-300x280.jpg" alt="" width="300" height="280" /></a>E’ stata scoperta a Norfolk, in Inghilterra orientale, una misteriosa struttura romana &#8220;alata&#8221; a forma di ipsilon, rompicapo per gli archeologi.  Edificata nel primo secolo dell’era volgare, è posta appena a sud dell’antica <em>Venta Icenorum</em> e dispone di due ali che si dipartono da un ambiente rettangolare, che a sua volta porta ad una stanza centrale, “disegnando un’architettura &#8211; ha detto <em>William Bowden</em>, professore all’Università di Nottingham &#8211; mai vista altrove, nell&#8217;Impero”.</p>
<p><a href="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/01/Costruzione-alata-romana-11.bmp"><img class="alignleft size-full wp-image-192" title="Costruzione alata romana 1" src="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/01/Costruzione-alata-romana-11.bmp" alt="" /></a>La fondazione delle due ali (4, 5) e della sala rettangolare (3) suggerisce una sovrastruttura abbastanza leggera. La sala centrale e l’abside (2, 1) hanno invece fondamenta in muratura e probabile tetto di tegole. La sua posizione elevata sulla città di <em>Venta Icenorum</em>, avvalora la tesi di una costruzione cerimoniale o di un tempio visibile sia dalla strada, sia dal centro abitato.</p>
<p>Il mistero va inquadrato nella storia dell’area di Norfolk, che prima della conquista romana era popolata dagli Iceni. Questi si sottomisero ai Romani al tempo della conquista dell’isola, nel 43 e.v.  ma dopo alcuni anni si ribellarono e, guidati dalla regina<em> Boadicea (Budicca), </em>organizzarono una rivolta generale contro Roma<em>.</em> La sommossa durò mesi, ebbe un iniziale successo e si risolse nello scontro epocale di <em>Watling street</em>. La battaglia vide fronteggiarsi le truppe del Legato imperiale Gaio Svetonio Paolino, immensamente inferiori per numero e mezzi, e le soverchianti orde britanniche di <em>Boadicea</em>: l’esito fu un capolavoro di strategia romana che sbaragliò il nemico lasciando morti sul campo 400 legionari e 50 mila britanni. Gli Iceni vennero cancellati dalla storia e i Romani si insediarono costruendo <em>Venta Icenorum</em>.</p>
<p>Vien da pensare che l’edificio scoperto possa essere stato un monumento/monito a future ribellioni (sul genere de La Turbie) ed un tempio di ringraziamento agli Dei per la definitiva sottomissione con antefisso un grande padiglione a due ali e coperture mobili per le piovose cerimonie d’Albione.</p>
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		<title>Libia, da Leptis Magna un appello alla salvaguardia dei grandi siti archelogici romani</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 11:29:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domus Lases</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[Durante il recente conflitto di Libia i giornali accusarono le truppe di Gheddafi di nascondere missili nella città romana di Leptis Magna, usandola come scudo archeologico e rischiando così i bombardamenti della Nato. Nulla di tutto questo è avvenuto, così &#8230; <a href="http://www.saturniatellus.com/2012/01/libia-da-leptis-magna-un-appello-alla-tutela-dei-grandi-siti-archelogici-romani/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/01/LeptisMagna1.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-179" title="LeptisMagna1" src="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/01/LeptisMagna1.gif" alt="" width="320" height="299" /></a>Durante il recente conflitto di Libia i giornali accusarono le truppe di Gheddafi di nascondere missili nella città romana di Leptis Magna, usandola come scudo archeologico e rischiando così i bombardamenti della Nato. Nulla di tutto questo è avvenuto, così come nessun danno hanno riportato a Sabratha e Cyrene. Le grandi città romane della Libia, dunque, non hanno &#8220;visto&#8221; la guerra.</p>
<p>In particolare Leptis Magna, che si trova a 130 km a sud est di Tripoli e che diede i natali all’imperatore Settimio Severo, è oggi la vestigia meglio conservata dell’intera Africa grazie alla riscoperta che ne fecero nel 1920 i “biechi colonizzatori italiani” ed al generoso lavoro di scavo che effettuarono gli archeologi, nostri compatrioti. L’area poi è stata oggetto di nuovi scavi solo a partire dal 1994: a condurli, un team inglese guidato dal libico di Misurata Hafed Walda del Kings College di Londra e finanziato da istituti accademici e di ricerca del Regno Unito. L’isolamento del paese e la recente guerra, tuttavia, avevano da tempo interrotto ogni lavoro e contatto.  </p>
<p>A rompere il velo è stato di nuovo Hafed che è tornato in Libia a fine conflitto per mettersi a disposizione nella salvaguardia del patrimonio culturale. Ha infatti lanciato un appello alcune settimane fa alle organizzazioni internazionali per sollecitare aiuti nella protezione dei siti. “Ci attende &#8211; ha scritto &#8211; un compito immane, che la Libia non può sopportare da sola. I maggiori problemi che ci affliggono sono la mancanza di <em>know how</em> e di risorse. Siamo quasi disperati per lavoro che ci attende, ma siamo anche consapevoli che se la Libia valorizzerà i suoi beni archeologici, rafforzerà la sua identità e si aprirà al mondo, visto che i siti sono un patrimonio di tutta l’umanità” .</p>
<p>Nel post conflitto il timore vero è l’abbandono della tutela in favore di altre priorità. L’eventualità alza il rischio di furti e saccheggi, come quello perpetrato recentemente al caveau di una banca di Bengasi ove sono stati trafugati 8.000 oggetti antichi (romani in gran parte) in oro, argento e bronzo. E i siti archeologici romani, si sa, non sono chiusi nei caveau.<a href="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/01/Sabratha.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-181" title="Sabratha" src="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/01/Sabratha.jpg" alt="" width="1040" height="243" /></a></p>
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