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	<title>SATURNIA TELLUS</title>
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	<description>Sito ufficiale Movimento Tradizionale Romano</description>
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		<title>La Dea Fortuna Primigenia: conferenza di Kornmuller venerdì 24 febbraio al Movimento Tradizionale Romano</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 09:22:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domus Lases</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[Fortuna Primigenia, la Dea vaticinante romana ed italica associata ad un oracolo; il suo culto,  giunto sino a noi sia per testimonianze letterarie, sia archeologiche; la sua iconografia più nota, con una cornucopia &#8211; simbolo dell&#8217;abbondanza &#8211; sul braccio sinistro. &#8230; <a href="http://www.saturniatellus.com/2012/02/la-dea-fortuna-primigenia-conferenza-di-kornmuller-venerdi-24-febbraio-presso-il-movimento-tradizionale-romano/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_210" class="wp-caption alignleft" style="width: 222px"><a href="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/02/FORTUNA-PRIMIGENIA.jpg"><img class="size-medium wp-image-210" title="FORTUNA PRIMIGENIA" src="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/02/FORTUNA-PRIMIGENIA-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Fortuna Primigenia</p></div>
<p><strong>Fortuna Primigenia</strong>, la Dea vaticinante romana ed italica associata ad un oracolo; il suo culto,  giunto sino a noi sia per testimonianze letterarie, sia archeologiche; la sua iconografia più nota, con una cornucopia &#8211; simbolo dell&#8217;abbondanza &#8211; sul braccio sinistro.<br />
Per approfondire la conoscenza e la complessa natura della Divinità, l’Mtr organizza una pubblica <strong>conferenza, venerdì 24 febbraio alle 18.30 nella sede di Via Bezzecca 1, Roma</strong>.<br />
Relatore sarà il professor <strong>Massimiliano Kornmuller</strong>, saggista e storico della mantica etrusca, originario della Pennsylvania, noto avvocato e originale pittore (pratica l’antichissima tecnica dell’encausto, già nota ai Romani ed a Leonardo da Vinci).  Introdurrà l&#8217;incontro <strong>Daniele Liotta</strong>, presidente del Movimento Tradizionale Romano.</p>
<div id="attachment_200" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/02/massimiliano-kormuller1.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-200" title="massimiliano-kormuller" src="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/02/massimiliano-kormuller1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Massimiliano Kornmuller</p></div>
<p>Kornmuller è autore di numerosi saggi, tra cui “Etrusca disciplina &#8211; manuale teorico e pratico di divinazione etrusca” (Roma, 2006) e “Minimi, poeti latini minori (Roma, 2005);  ha inoltre curato e tradotto le prime edizioni moderne de “L’Antico Calendario Romano” di Dionisus Petavius (Roma, 1993) e del “De Re Coquinaria” di Marco Gavio Apicio (Torino, 1987).</p>
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		<title>Inghilterra, scoperte a Norfolk le fondamenta di un tempio romano. Forse celebrava la vittoria sui Britanni</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 14:53:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domus Lases</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ stata scoperta a Norfolk, in Inghilterra orientale, una misteriosa struttura romana &#8220;alata&#8221; a forma di ipsilon, rompicapo per gli archeologi.  Edificata nel primo secolo dell’era volgare, è posta appena a sud dell’antica Venta Icenorum e dispone di due ali &#8230; <a href="http://www.saturniatellus.com/2012/01/inghilterra-scoperte-a-norfolk-le-fondamenta-di-un-tempio-romano-forse-celebrava-la-vittoria-sui-britanni/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/01/winged-structure-plan.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-193" title="winged-structure-plan" src="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/01/winged-structure-plan-300x280.jpg" alt="" width="300" height="280" /></a>E’ stata scoperta a Norfolk, in Inghilterra orientale, una misteriosa struttura romana &#8220;alata&#8221; a forma di ipsilon, rompicapo per gli archeologi.  Edificata nel primo secolo dell’era volgare, è posta appena a sud dell’antica <em>Venta Icenorum</em> e dispone di due ali che si dipartono da un ambiente rettangolare, che a sua volta porta ad una stanza centrale, “disegnando un’architettura &#8211; ha detto <em>William Bowden</em>, professore all’Università di Nottingham &#8211; mai vista altrove, nell&#8217;Impero”.</p>
<p><a href="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/01/Costruzione-alata-romana-11.bmp"><img class="alignleft size-full wp-image-192" title="Costruzione alata romana 1" src="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/01/Costruzione-alata-romana-11.bmp" alt="" /></a>La fondazione delle due ali (4, 5) e della sala rettangolare (3) suggerisce una sovrastruttura abbastanza leggera. La sala centrale e l’abside (2, 1) hanno invece fondamenta in muratura e probabile tetto di tegole. La sua posizione elevata sulla città di <em>Venta Icenorum</em>, avvalora la tesi di una costruzione cerimoniale o di un tempio visibile sia dalla strada, sia dal centro abitato.</p>
<p>Il mistero va inquadrato nella storia dell’area di Norfolk, che prima della conquista romana era popolata dagli Iceni. Questi si sottomisero ai Romani al tempo della conquista dell’isola, nel 43 e.v.  ma dopo alcuni anni si ribellarono e, guidati dalla regina<em> Boadicea (Budicca), </em>organizzarono una rivolta generale contro Roma<em>.</em> La sommossa durò mesi, ebbe un iniziale successo e si risolse nello scontro epocale di <em>Watling street</em>. La battaglia vide fronteggiarsi le truppe del Legato imperiale Gaio Svetonio Paolino, immensamente inferiori per numero e mezzi, e le soverchianti orde britanniche di <em>Boadicea</em>: l’esito fu un capolavoro di strategia romana che sbaragliò il nemico lasciando morti sul campo 400 legionari e 50 mila britanni. Gli Iceni vennero cancellati dalla storia e i Romani si insediarono costruendo <em>Venta Icenorum</em>.</p>
<p>Vien da pensare che l’edificio scoperto possa essere stato un monumento/monito a future ribellioni (sul genere de La Turbie) ed un tempio di ringraziamento agli Dei per la definitiva sottomissione con antefisso un grande padiglione a due ali e coperture mobili per le piovose cerimonie d’Albione.</p>
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		<title>Libia, da Leptis Magna un appello alla salvaguardia dei grandi siti archelogici romani</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 11:29:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domus Lases</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[Durante il recente conflitto di Libia i giornali accusarono le truppe di Gheddafi di nascondere missili nella città romana di Leptis Magna, usandola come scudo archeologico e rischiando così i bombardamenti della Nato. Nulla di tutto questo è avvenuto, così &#8230; <a href="http://www.saturniatellus.com/2012/01/libia-da-leptis-magna-un-appello-alla-tutela-dei-grandi-siti-archelogici-romani/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/01/LeptisMagna1.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-179" title="LeptisMagna1" src="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/01/LeptisMagna1.gif" alt="" width="320" height="299" /></a>Durante il recente conflitto di Libia i giornali accusarono le truppe di Gheddafi di nascondere missili nella città romana di Leptis Magna, usandola come scudo archeologico e rischiando così i bombardamenti della Nato. Nulla di tutto questo è avvenuto, così come nessun danno hanno riportato a Sabratha e Cyrene. Le grandi città romane della Libia, dunque, non hanno &#8220;visto&#8221; la guerra.</p>
<p>In particolare Leptis Magna, che si trova a 130 km a sud est di Tripoli e che diede i natali all’imperatore Settimio Severo, è oggi la vestigia meglio conservata dell’intera Africa grazie alla riscoperta che ne fecero nel 1920 i “biechi colonizzatori italiani” ed al generoso lavoro di scavo che effettuarono gli archeologi, nostri compatrioti. L’area poi è stata oggetto di nuovi scavi solo a partire dal 1994: a condurli, un team inglese guidato dal libico di Misurata Hafed Walda del Kings College di Londra e finanziato da istituti accademici e di ricerca del Regno Unito. L’isolamento del paese e la recente guerra, tuttavia, avevano da tempo interrotto ogni lavoro e contatto.  </p>
<p>A rompere il velo è stato di nuovo Hafed che è tornato in Libia a fine conflitto per mettersi a disposizione nella salvaguardia del patrimonio culturale. Ha infatti lanciato un appello alcune settimane fa alle organizzazioni internazionali per sollecitare aiuti nella protezione dei siti. “Ci attende &#8211; ha scritto &#8211; un compito immane, che la Libia non può sopportare da sola. I maggiori problemi che ci affliggono sono la mancanza di <em>know how</em> e di risorse. Siamo quasi disperati per lavoro che ci attende, ma siamo anche consapevoli che se la Libia valorizzerà i suoi beni archeologici, rafforzerà la sua identità e si aprirà al mondo, visto che i siti sono un patrimonio di tutta l’umanità” .</p>
<p>Nel post conflitto il timore vero è l’abbandono della tutela in favore di altre priorità. L’eventualità alza il rischio di furti e saccheggi, come quello perpetrato recentemente al caveau di una banca di Bengasi ove sono stati trafugati 8.000 oggetti antichi (romani in gran parte) in oro, argento e bronzo. E i siti archeologici romani, si sa, non sono chiusi nei caveau.<a href="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/01/Sabratha.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-181" title="Sabratha" src="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/01/Sabratha.jpg" alt="" width="1040" height="243" /></a></p>
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		<title>Al via gli scavi nella Pompei rumena Ulpia Traiana, capitale della Dacia con 25 mila abitanti</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 16:48:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domus Lases</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[Templi, anfiteatro, grande foro edificato, scuole di gladiatori, massicce fortificazioni , necropoli, case, insulae e tabernae: non siamo a Pompei ma nella piana ai piedi dei monti Retezat nel sud della Transilvania, in Romania. Qui, gli archeologi stanno per riprendere &#8230; <a href="http://www.saturniatellus.com/2012/01/al-via-gli-scavi-nella-pompei-rumena-ulpia-traiana-capitale-della-dacia-con-25-mila-abitanti/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/01/sarmizegetusa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-174" title="sarmizegetusa" src="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/01/sarmizegetusa.jpg" alt="" width="250" height="167" /></a>Templi, anfiteatro, grande foro edificato, scuole di gladiatori, massicce fortificazioni , necropoli, case, insulae e tabernae: non siamo a Pompei ma nella piana ai piedi dei monti Retezat nel sud della Transilvania, in Romania. Qui, gli archeologi stanno per riprendere gli scavi di un antico centro romano semisconosciuto ai più, ma che durante il suo periodo di massimo splendore, nel II secolo dell’era volgare, fu la capitale della Dacia conquistata. Dopo la sconfitta dei Daci del 106 e.v. da parte delle legioni di Traiano, una città, infatti, venne costruita sul luogo dell’ultima grande battaglia: conosciuta come <strong>Ulpia Traiana Sarmizegetusa</strong> si estendeva su 30 ettari e ospitava ben 25.000 abitanti che avevano come principale fonte di guadagno il commercio dell’oro, del ferro e del rame. I suoi monumenti sono costruiti in pietra calcarea di qualità e in marmo, i bassorilievi un tempo ornamento di templi oggi fanno bella mostra di sé nelle chiese medievali e nei castelli di Transilvania.  Gli archeologi cominciarono a scavare il sito nel 1924-1936, per poi riprenderli nel 1973; solo di recente le indagini sono state condotte con nuove tecniche archeologiche dal centro canadese di ricerca ArchaeoTek e del Centro di studi romani dell’Università rumena di Cluj. Il loro team di professionisti e studenti sta per tornare al lavoro per portare alla luce il grosso del sito: ad oggi, infatti, neppure il 15% è stato scavato, mentre l’obiettivo è portare alla luce il foro e i templi associati, le strutture di vita domestica al di fuori dei palazzi pubblici e la necropoli.</p>
<p>Per una visita virtuale di Ulpia Traiana ricostruita, clicca i link:</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=ycP1dxYur3A">http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=ycP1dxYur3A</a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=ycP1dxYur3A&amp;feature=player_detailpage">http://www.youtube.com/watch?v=ycP1dxYur3A&amp;feature=player_detailpage</a></p>
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		<title>Una scoperta spegne il mito indipendentista sardo: i Romani conquistarono il cuore della Barbagia</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 17:22:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domus Lases</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[I Romani conquistarono anche la parte più impenetrabile della Sardegna, mitico regno di briganti e banditi: il “Supramonte” ed Orgosolo. Nuove ricerche nell&#8217;aspro territorio della Barbagia rivelano, infatti, una realtà finora impensabile: quelle zone non furono affatto refrattarie alla civiltà &#8230; <a href="http://www.saturniatellus.com/2012/01/una-scoperta-spegne-il-mito-dellindipendentismo-sardo-i-romani-conquistarono-il-cuore-della-barbagia/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/01/151orgosolo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-170" title="151orgosolo" src="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2012/01/151orgosolo.jpg" alt="" width="400" height="209" /></a>I Romani conquistarono anche la parte più impenetrabile della Sardegna, mitico regno di briganti e banditi: il “Supramonte” ed Orgosolo. Nuove ricerche nell&#8217;aspro territorio della Barbagia rivelano, infatti, una realtà finora impensabile: quelle zone non furono affatto refrattarie alla civiltà romana. Inedite testimonianze archeologiche permettono ora di riscrivere intere pagine della storia dell&#8217;isola. In Sardegna qualcuno ancora non riesce a crederci, ma i dati archeologici parlano chiaro: i Romani riuscirono a penetrare nel cuore della Barbagia, piu&#8217; precisamente nell&#8217;insospettabile Supramonte di Orgosolo, dove nuove scoperte costringono a riscrivere un importante pezzo di storia. In località Sirilò, un immenso altopiano calcareo a oltre mille metri di altitudine, ore di cammino a piedi ancora oggi per raggiungere il centro di Orgosolo: qui, durante lo scavo di un villaggio nuragico nuovi reperti hanno spalancato le porte per una diversa interpretazione di come andarono le cose al tempo dei Romani.<br />
Dalle fonti classiche si apprendeva, infatti, che i Greci, già prima della colonizzazione dell&#8217;Occidente (VIII sec a.C.), e i Latini conoscevano la Sardegna. Per la sua forma i primi la chiamavano Ichnussa (da icnos, ‘piede&#8217;) e gli altri Sandaliotis. Le testimonianze di Erodoto, Diodoro Siculo, Sallustio, Strabone e, soprattutto, Pausania &#8211; vissuto nel II sec. d.C. e che nel decimo libro della sua Tes Ellados Periegesis (Descrizione della Grecia) dedica un intero capitolo alla mitica colonizzazione della Sardegna &#8211; raccontano di popolazioni greche in fuga da Troia guidate da ecisti (condottieri/mitici fondatori) che si rifugiarono sui monti dell&#8217;isola e vennero chiamati Iliesi (appunto da Ilio). Riprese dagli storici del Novecento, queste notizie hanno contribuito a creare tra le popolazioni della Barbagia la convinzione che nelle zone interne la colonizzazione romana &#8211; iniziata nel 238 a.C. durante la seconda guerra punica &#8211; sia stata respinta dalla forte resistenza degli stessi barbaricini, che non si sarebbero sottomessi, rallentando per secoli il processo di romanizzazione.  Ma la storia non e&#8217; esattamente questa, come spiega un lungo articolo pubblicato su &#8221;Archeologia Viva&#8221;, a firma di Maria Ausilia Fadda, l&#8217;archeologa della Soprintendenza di Sassari e Nuoro che da decenni conduce scavi in quelle che sono considerate le aree piu&#8217; impenetrabili della Sardegna. I Romani insomma, la Barbagia, la conquistarono, eccome.</p>
<p><em>(da un lancio Adnkronos, Roma &#8211; 4 gennaio 2011)</em></p>
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		<title>Solstizio d&#8217;Inverno 2011</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 16:16:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AmoRomA</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[M.T.R.]]></category>
		<category><![CDATA[Sole]]></category>
		<category><![CDATA[Solstizio]]></category>

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		<description><![CDATA[Solstizio d&#8217;Inverno 2011 &#8211; Salutiamo il passaggio del Sole dalla Porta degli Dei. Come da tradizione i frater e i simpatizzanti del M.T.R. hanno festeggiato il Solstizio d&#8217;Inverno. Gli inquisitori hanno tentato di spezzare i nostri corpi E di catturare &#8230; <a href="http://www.saturniatellus.com/2011/12/solstizio-dinverno-2011/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 data-ft="{&quot;type&quot;:1}">Solstizio d&#8217;Inverno 2011 &#8211; Salutiamo il passaggio del Sole dalla Porta degli Dei.</h3>
<p><a href="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2011/12/fuoco2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-166" title="fuoco" src="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2011/12/fuoco2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><em><span style="text-decoration: underline;"><strong>Come da tradizione i frater e i simpatizzanti del M.T.R. hanno festeggiato il Solstizio d&#8217;Inverno.</strong></span></em></p>
<p>Gli inquisitori hanno tentato di spezzare i nostri corpi<br />
E di catturare le nostre anime.<br />
Ci hanno chiesto di rinnegare i nostri padri<br />
&#8230;E di maledire il nostro sangue.<br />
Hanno distrutto le nostre case<br />
E bruciato le nostre donne.<br />
Hanno tentato di uccidere la speranza<br />
E ci hanno detto che tu eri morto.<br />
Che mai saresti ritornato.<br />
Che il freddo e la notte<br />
ti avevano seppellito.<br />
Ma noi sappiamo che tu sei vivo.<br />
Che tu tornerai trionfante<br />
Nel più profondo dei nostri cuori.<br />
E che brucerai<br />
Nel più profondo del cuore dei nostri figli<br />
E dei figli dei nostri figli, eternamente.<br />
Perché tu sei la forza che guida le nostre braccia<br />
e porta la nostra spada.<br />
Tu sei messaggio di libertà<br />
e manifestazione di ogni vita.<br />
E&#8217; per questo, per la fiamma e la roccia,<br />
per la fonte e l&#8217;albero,<br />
che ti salutiamo.<br />
Tu, verso cui si innalza il volo delle oche selvatiche,<br />
Tu, odiato dai preti e amato dai guerrieri.<br />
Tu, nostro fratello nel riposo e nel combattimento.<br />
Tu, l&#8217;invincibile.<br />
Tu, il SOLE.<a href="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2011/12/imagesCA721TSO.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-167" title="imagesCA721TSO" src="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2011/12/imagesCA721TSO.jpg" alt="" width="267" height="189" /></a></p>
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		<title>Chiesa, sindacati, scuole e cliniche private esenti Ici: &#8220;Privilegi intollerabili da abolire subito&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 10:58:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domus Lases</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[“In un momento di emergenza nazionale come quello che stiamo vivendo l’esenzione Ici per le attività sociali della chiesa cattolica, dei sindacati, delle polisportive, delle scuole e delle cliniche private, di tutti gli enti no profit. è una anomalia italiana &#8230; <a href="http://www.saturniatellus.com/2011/12/chiesa-sindacati-scuole-e-cliniche-private-esenti-ici-privilegi-intollerabili-in-tempi-di-vacche-magre/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2011/12/images.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-160" title="" src="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2011/12/images.jpg" alt="" width="225" height="225" /></a>“In un momento di emergenza nazionale come quello che stiamo vivendo l’esenzione Ici per le attività sociali della chiesa cattolica, dei sindacati, delle polisportive, delle scuole e delle cliniche private, di tutti gli enti <em>no profit</em>. è una anomalia italiana non più tollerabile”. Lo sostiene il Movimento Tradizionale Romano . intervenendo sulla recente approvazione in Parlamento delle misure cosiddette “Salva Italia”, che hanno, ancora una volta, “salvato” i privilegi del <em>no profit</em>. “Quando si chiedono sacrifici durissimi ai cittadini &#8211; continua l’MTR &#8211; non è più giustificato che siano graziate attività che troppo spesso di gratuito e di socialmente utile hanno solo la parvenza”.</p>
<p>Attenzione, qui non stiamo parlando di tassare gli edifici di culto, che già sono esclusi in toto, ma le attività.  Oggi, esenti Ici (o meglio, Imu) sono, infatti, gli enti pubblici o privati (art. 87, DPR 917/86), diversi dalle società &#8211; come le associazioni, i sindacati, le fondazioni e le confessioni religiose (cattolici, ebrei, valdesi, avventisti, assemblee di Dio, evangelici battisti e luterani) &#8211; che “non hanno per oggetto esclusivo o principale l&#8217;esercizio di attività commerciali”.</p>
<p>E qui c’è il cavillo.  Gli immobili per essere esenti, debbono essere destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative, sportive, religiose e di culto, ma l’esenzione (L. 248/2006, voluta da Prodi) “s’intende applicabile alle attività indicate che non abbiano esclusivamente natura commerciale”. Quindi, una libreria di un&#8217;associazione che non svolga solo vendita di libri o un albergo di una cenfessione religiosa che non eserciti prevalente attività ricettiva onerosa, una scuola privata che, oltre a farsi pagare le rette, svolga servizi di utilità sociale e così via le attività di una clinica, di un patronato, di una polisportiva sono tutte esenti Ici, pur incassando introiti (e che introiti in certi casi), applicando il criterio della non esclusività. L&#8217;inciso legislativo introdotto dal governo di centrosinistra “non esclusivamente o non principalmente” è dunque la zona grigia, o meglio la porta girevole, ove è possibile far passare di tutto (complici i Comuni “distratti”).</p>
<p>Tanto per dare qualche dato, solo a Roma sono millecinquecento gli immobili  della chiesa cattolica che non pagano l&#8217;Ici: oltre alle parrocchie, esentate per legge, le centinaia di fabbricati intestati a istituti, congregazioni, confraternite e opere pie che, pur svolgendo  attività commerciali, hanno autocertificato la loro esenzione dalla tassazione.</p>
<p>La stima complessiva del mancato introito per lo Stato Italiano da tutte le esenzioni Ici al <em>no profit</em> supera abbondantemente, applicando i nuovi estimi, il miliardo di euro l’anno. Non è poco nell’economia generale. Quanta parte di questo miliardo di euro l’anno è assolutamente ed inconfutabilmente giustificato dallo svolgimento gratuito di pura attività d’utilità sociale che sgrava lo Stato dal praticarla a sua volta?  Ma soprattutto, possiamo ancora permettercelo?</p>
<p>“A questo punto vogliamo sperare, conclude l’MTR che il nuovo padrone del vapore, l’Unione Europea, una volta tanto faccia gli interessi dei cittadini italiani senza parrocchia e sanzioni questo privilegio aprendo una procedura contro l’Italia per aiuti di Stato”.</p>
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		<title>Il M.T.R. ricorda Paolo Signorelli</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 09:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AmoRomA</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[M.T.R.]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Signorelli]]></category>

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		<description><![CDATA[1 DICEMBRE 2010 &#8211; 1 DICEMBRE 2011 Il Movimento Tradizionale Romano ad un anno dalla sua scomparsa vuole ricordare il prof. Paolo Signorelli con le stesse parole di un anno fa. &#8220;Ricordiamo il Pagano che nel dopoguerra fu tra i &#8230; <a href="http://www.saturniatellus.com/2011/12/il-m-t-r-ricorda-paolo-signorelli/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em>1 DICEMBRE 20<a href="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2011/12/Ora-cammini-con-il-sole.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-154" title="Ora cammini con il sole" src="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2011/12/Ora-cammini-con-il-sole-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>10 &#8211; 1 DICEMBRE 2011</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il Movimento Tradizionale Romano ad un anno dalla sua scomparsa vuole ricordare il prof. Paolo Signorelli con le stesse parole di un anno fa.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Ricordiamo il Pagano che nel dopoguerra fu tra i primi a ricollegarsi alla Tradizione dei Padri.</p>
<p style="text-align: justify;">Non fu un nostro Frater ma nonostante ciò è stato sempre al fianco della nostra comunità in maniera leale e continua. Vicinanza condannata da chi non sa comprendere in profondità la Virtus romana e che crede, che un determinato percorso politico, per cui ha pagato molto duramente, potesse compromettere l&#8217;immagine della Nostra Gens.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL SOLE VINCE SEMPRE!</strong></p>
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		<title>Maria Teresa Ruta a Roma in visita al Movimento. Al via Associazione per divulgare l’opera del Fondatore</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 10:32:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AmoRomA</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[Maria Teresa, una delle due figlie del compianto fondatore del M.T.R. ed alfiere della tradizione romano-italica Salvatore Ruta, è ospite a Roma dei responsabili nazionali del Movimento per alcuni giorni di novembre. La visita, oltremodo gradita, suggella un profondo e &#8230; <a href="http://www.saturniatellus.com/2011/11/maria-teresa-ruta-a-roma-in-visita-al-movimento-al-via-associazione-per-divulgare-l%e2%80%99opera-del-fondatore/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_142" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2011/11/Labaro.jpg"><img class="size-medium wp-image-142" title="Labaro" src="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2011/11/Labaro-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Maria Teresa Ruta con Daniele Liotta e Anna Lucarelli presso la sede dell&#39;Mtr</p></div>
<p><strong>Maria Teresa</strong>, una delle due figlie del compianto fondatore del M.T.R. ed alfiere della tradizione romano-italica <strong>Salvatore Ruta</strong>, è ospite a Roma dei responsabili nazionali del Movimento per alcuni giorni di novembre.</p>
<p>La visita, oltremodo gradita, suggella un profondo e antico legame ed è anche l’occasione per rendere pubblica un’importante novità per la vita del Sodalizio.</p>
<p>Ci riferiamo alla volontà dell’MTR, espressa in queste ore dal suo presidente <strong>Daniele Liotta</strong>, di dar vita all’<em>Ass. per la Fondazione Ruta sugli Studi Tradizionali: </em>una decisione questa che affonda le sue radici nel reciproco rapporto di fiducia tra lo stesso Liotta e le eredi Ruta e che è fattiva conseguenza dalla procura notarile che due anni fa Maria Teresa e la sorella Lia conferirono al presidente dell’MTR, attribuendogli direttamente e inconfutabilmente la tutela, la promozione e la diffusione dell’eredità spirituale, degli scritti e delle opere del padre Salvatore.</p>
<p>Solo ora Liotta ha inteso rendere nota la vicenda, sia per una forma di rispetto nei confronti delle eredi, sia per paziente attesa che si componesse una spiacevole <em>querelle</em> insorta con alcuni transfughi del Movimento che avevano anteposto i loro interessi personali a quelli comuni. La temperanza di chi, con coerenza e correttezza, ha atteso che i torti ricevuti si ritorcessero su chi li aveva imbastiti è stata, evidentemente, premiata, come ben emerge dalla lettera qui sotto pubblicata, della quale Maria Tersa Ruta è stata personale latrice in questi giorni al Movimento.</p>
<p>Ora dunque si potrà iniziare a pensare ad un vero e proprio rilancio del pensiero e delle opere del Fondatore attraverso lo strumento dell’Associazione.  L’importante iniziativa nasce così sotto i migliori auspici grazie anche al prezioso viatico delle sorelle Ruta, confermato dalla visita romana e dai fattivi incontri registrati in giorni d’intensa attività sociale con tutti i membri del sodalizio, culminati con la celebrazione comune delle Idi di novembre.</p>
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		<title>La lettera all’MTR della figlia di Salvatore Ruta: “Fermato lo scippo della rivista La Cittadella”</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 10:15:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AmoRomA</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[A Mani dell&#8217;amico Daniele Liotta *   *   *   *   * Caro Daniele, approfittando di questo mio breve soggiorno a Roma, voglio innanzitutto porgere i miei più cari saluti a te ed agli amici del MTR — Movimento Tradizionale Romano, &#8230; <a href="http://www.saturniatellus.com/2011/11/la-lettera-all%e2%80%99mtr-delle-figlie-di-salvatore-ruta-%e2%80%9cfermato-lo-scippo-della-rivista-la-cittadella-%e2%80%9d/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_140" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2011/11/Fortuna.jpg"><img class="size-medium wp-image-140" title="Fortuna" src="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2011/11/Fortuna-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">La pala della Dea Fortuna Primigenia presso la sede dell&#39;Mtr</p></div>
<p style="text-align: right;">A Mani dell&#8217;amico Daniele Liotta</p>
<p style="text-align: center;">*   *   *   *   *</p>
<p>Caro Daniele,</p>
<p>approfittando di questo mio breve soggiorno a Roma, voglio innanzitutto porgere i miei più cari saluti a te ed agli amici del MTR — Movimento Tradizionale Romano, che da anni ormai, nonostante tutto e tutti, avete difeso e continuate a difendere i veri principi e gli ideali che originariamente ispirarono mio padre oltre 25 anni fa.</p>
<p>Del suo nome e della sua memoria alcuni hanno fatto scempio, altri se ne sono serviti per i più bassi o personali scopi, mentre sotto la tua guida voi ne preservate il ricordo e l&#8217;insegnamento, confidando che in futuro proseguirete in questa lodevole attività, anche grazie alle specifiche autorizzazioni che in tal senso io e mio sorella Lia siamo state liete di concederti.</p>
<p>Ma un ulteriore fine muove oggi la mia penna, ovvero il bisogno di comunicarti una ben lieta e recente notizia.</p>
<p>Come ricorderai, oltre un anno fa, noi sorelle Ruta ci siamo trovate costrette ad intervenire formalmente per porre fine all&#8217;uso arbitrario che alcuni soggetti stavano perpetrando, da anni, della rivista La Cittadella, stampandola e distribuendola senza alcuna autorizzazione ed anzi contro il nostro esplicito divieto, rivista che nessuno può mettere in dubbio sia stata una esclusiva creazione di nostro padre.</p>
<p>Orbene, risultate vane le lettere con le quali vietavamo tale condotta, abbiamo portato la questione davanti al Tribunale di Roma, dove quei medesimi soggetti hanno messo in dubbio non solo i diritti di nostro Padre, ma financo l&#8217;essere io e mia sorella le legittime eredi di Salvatore Ruta!</p>
<p>Ti risparmio i dettagli di questa triste vicenda, che non ti nascondo ci ha molto angustiato, per rendere noto a te, ed a chi con te difende il nome e la memoria di nostro padre, che pochi giorni fa il Giudice ha formalmente vietato a quei medesimi soggetti l&#8217;utilizzazione del titolo e della testata de La Cittadella .</p>
<p>Anche se la causa non è ancora finita, sono certa che questa notizia solleverà i vostri animi, così come ha fatto con i nostri.</p>
<p>Con la dignità e l&#8217;onore che hanno sempre contraddistinto il Movimento Tradizionale Romano, e nel suo seno te per primo, ti chiedo, quindi, di rendere partecipi di tale notizia anche gli amici che non avrò modo di incontrare personalmente.</p>
<p>I più cari saluti</p>
<p><em>13 Novembre 2011</em></p>
<p style="text-align: right;">Maria Teresa Ruta</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.saturniatellus.com/wp-content/uploads/2011/11/originale-lettera-Ruta3.pdf">originale lettera Ruta</a></p>
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