la Luce sveglia l’Eterno e l’Anima danza dopo la lunga notte di Angerona. Felice Solstizio d’Inverno

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Il ritorno del lupo. Fedele, ilare, feroce all’occorrenza e luminoso come il Sole. L’occidente cerca un modello? E’ qui

Più che un articolo, un manifesto culturale e spirituale da assaporare parola per parola. E’ il mirabile pezzo di Alessandro Giuli uscito su Il Foglio il 23 novembre 2015, replicato qui di seguito.

"I Lupercali", olio su tavola di Domenico Beccafumi, collezione Martelli - Firenze

“I Lupercali”, olio su tavola di Domenico Beccafumi, collezione Martelli – Firenze

In un’alba di fine agosto fra le creste montane dell’Abruzzo ancora intatto, un cucciolo di lupo sbuca all’improvviso dalla faggeta, annunciato da un turbinìo di ringhi e scrosci di foglie. Caracolla impettito sotto gli occhi sgomenti di un uomo nascosto a pochi metri, avanza stringendo nella mascella la testa sanguinante di una cerva appena sbranata dagli adulti, gettata fra i lupatti come trofeo di una contesa per iuniores dalla quale nascerà un giovane capo, una gerarchia, il seme regale del branco che verrà. Il cucciolo vincitore scruta l’orizzonte, le orecchie mobili ad auscultare sussurri e vibrazioni di un cerchio invisibile, come per indovinare un richiamo, quasi a cercare l’assenso del capostipite, il dio Lupo. “Era stato l’insieme dello sguardo innocente di quel lupo con l’espressione serena della cerva, che sembrava addormentata, a sconvolgermi. Non c’era alcuna malvagità in quella scena; sembrava quasi un gioco infantile, eppure spiegava tutto: era la quintessenza della selvaticità. Una vera e propria epifania ecologica. La vita che nasce dalla morte”. Così scrive il protagonista di questa visione, il fotografo e biologo Bruno D’Amicis, nel suo formidabile diario per immagini intitolato “Tempo da lupi” (un lungo viaggio fra appostamenti e incontri lupeschi documentato con testo e foto di raro splendore, appena pubblicato da Lit edizioni). Continua a leggere

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Eccezionale scoperta a Roma presso il Quirinale: spunta la casa del custode del tempio. Cambia la mappa della citta

160904063-4d46f52a-42cf-4e21-af35-9463eb6b6717Un ritrovamento importantissimo del VI secolo a.c. è stato individuato a Roma sotto palazzo Canevari, in largo di Santa Susanna, all’inizio di via Bissolati, a pochi metri dal Quirinale e da via Veneto. Si tratta di una casa della prima metà del VI secolo a pianta rettangolare, con due ambienti,  un ingresso, un portico e con muri rivestiti di intonaco e coperti da un tetto di tegole. Vista la posizione elevata, tutto lascia pensare a una famiglia di rango legata alla cura e custodia della vicina famosa area sacra, l’area dove nel V secolo sarebbe sorto l’immenso tempio scoperto nel 2013 e non ancora attribuito (Quirino?). La «casa dei re», come l’hanno ribattezzata gli archeologi impegnati sotto la guida di Mirella Serlorenzi, aveva una dimensione di tre metri e mezzo per dieci di pianta con un’altezza di circa tre metri. Roma, dunque, nel VI secolo a.c., gli anni del re Servio Tullio, era molto più ampia di quanto si sia stimato sino ad oggi. L’area del Quirinale, che secondo gli studiosi era occupata solo da necropoli o da edifici sacri, in realtà ospitava già abitazioni strutturate. La scoperta risale alla piena estate e si deve agli scavi seguiti dalla Soprintendenza speciale per il Colosseo, il Museo nazionale romano e l’Area archeologica di Roma all’interno di palazzo Canevari, ex Istituto Geologico, oggi di proprietà del gruppo Cassa Depositi e Prestiti, in ristrutturazione. Lo stato di conservazione della casa è ritenuto straordinario. Il sovrintendente Francesco Prosperetti ha assicurato i media che gli scavi non verranno reinterrati, ma saranno visibili al pubblico.

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Ritrovata la statua di Minerva che indicava il primo approdo del progenitore Enea in Italia. Roma si sta risvelando

20150705_101795_5Nel Salento è tornata alla luce una statua di grandi dimensioni databile al IV secolo a.c.. Secondo gli archeologi potrebbe essere identificata come la Minerva del Tempio che indicava il luogo sacro esatto in cui, secondo quanto canta Virgilio nell’Eneide, l’eroe Enea sbarcò in Italia dopo la caduta di Troia. La scoperta risale a inizio luglio ed è avvenuta a Castro (in provincia di Lecce), lungo la costa orientale della penisola salentina. Qui l’archeologo Amedeo Galati, che aveva già individuato i resti di strutture murarie riconducibili alla “rocca con il Tempio di Minerva” raccontata da Virgilio, ha rinvenuto ad oltre tre metri di profondità un busto marmoreo colossale femminile con veste drappeggiata databile al IV secolo avanti Cristo. Ad una prima analisi, sembrerebbe proprio raffigurare la dea Minerva. Continua a leggere

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La Res Publica romana modello politico per i nostri tempi? Si apre la riflessione alla Camera. Tutto il video del dibattito

I modelli politici di Roma antica, recentemente sintetizzati in un denso e completo volume da Luca Fezzi, docente di storia romana all’Università di Padova, sono stati oggetto di un interessante ed inconsueto incontro organizzato a Roma alla Camera dei deputati dal Movimento cinquestelle. presentazione-libro_MODELLI-POLITICI-DI-ROMA-ANTICAPer la prima volta la Res Publica Romana (quella prisca), infatti, è stata oggetto di analisi non solo storica, ma prospettica sul presente, nonché assunta a paradigma per riflettere sui possibili travasi d’ossigeno alla stantia politica nostrana. Introdotta dall’archeologo e giornalista Manlio Lilli, la conferenza ha visto le relazioni di Paolo Nicolò Romano deputato del M5S, Arnaldo Marcone, docente di storia romana all’Università Roma Tre, Umberto Roberto, docente di storia romana all’Università europea di Roma, Lorenzo del Savio, docente di filosofia all’Università di Kiel, Vittorio Mameli, docente di filosofia al King’s college di Londra oltre a quella dell’autore Fezzi. I tanti e intriganti spunti emersi, che fanno ben sperare per un proficuo seguito del fertile approccio avviato, hanno stimolato gli interventi del giornalista Paolo Casolari e del presidente del M.T.R. Daniele Liotta, tesi a focalizzare sui capisaldi della Romanità e sul ruolo non secondario che ebbe la Pax Deorum nel connettere e sostanziare “l’impero senza fine”.

Clicca sulla locandina per seguire la registrazione filmata dell’intero evento 

 

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Il M.T.R. in Lettonia alla Conferenza delle Culture Etniche Mondiali concelebra, per l’Italia, il Solstizio d’estate

dsc2434Un magico e partecipato Solstizio d’estate ha chiuso quest’anno la “Conferenza delle Culture Etniche Mondiali” svoltasi in  Lettonia, a Sigulda, tra il  19 e il 21 giugno u.s.img_7420

Organizzato dalla Fondazione Maras loks, che ha invitato per l’Italia i rappresentanti di Movimento Tradizionale Romano, l’evento ha visto nelle prime giornate decine di rappresentanti delle religioni etniche di tutto il mondo confrontarsi sul tema del “Calendario” inteso come riflesso culturale delle nazioni e delle religioni etniche originarie. Continua a leggere

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Dagli atri muscosi del Circo Massimo di Roma riemerge lo straordinario Arco trionfale dell’imperatore Tito

Ricostruzione dell'Arco di Tito al Circo Mssimo

Ricostruzione dell’Arco di Tito al Circo Mssimo

I resti del grande arco realizzato in onore dell’Imperatore Tito. E’ lo straordinario ritrovamento, da parte degli archeologi della Sovrintendenza capitolina, rinvenuto al Circo Massimo. Durante i lavori di scavo, restauro e valorizzazione dell’emiciclo del Circo sono stati ritrovati alcuni grandi frammenti architettonici in marmo lunense pertinenti alla zona dell’attico e alla trabeazione dell’Arco. Le indagini, ancora in corso, sono risultate molto complesse poiché lo scavo è realizzato al di sotto della falda di acqua che ricopre gran parte delle strutture archeologiche. E’ stato riscoperto il pavimento antico in lastre di travertino e sono stati messi in luce tre plinti frontali e parte del plinto della quarta colonna. Il potente strato di riporto che copriva parte delle strutture antiche ha permesso anche la conservazione di alcune strutture murarie tardoantiche o altomedievali di particolare importanza, attualmente in fase di studio. Continua a leggere

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IL M.T.R. CELEBRA IL NATALE DI ROMA E LE PARILIA

Gruppo 21 aprile

Il M.T.R ha celebrato il XXI aprile MMDCCLXVIII a.V.c. – Natale di Roma e festa delle Parilia, con una offerta floreale alla Dea Roma sul Campidoglio (nella foto) ed un rito  in onore di Pales e di Roma.

La festa in onore di Pale, dipinto di Joseph Benoit Suvee

La festa in onore di Pales, dipinto di Joseph Benoit Suvee

Numa cum lituus

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I dejavù dell’orrore: quando l’altro da sé fa paura. La furia empia e iconoclasta dei fanatici delle religioni del deserto

Terorristi islamici dell'Isis picconano a Ninive (Nimrud) statue assire antiche di tremila anni, 2015

Terrorristi islamici dell’Isis frantumano a Ninive (Nimrud) statue assire antiche di tremila anni, 2015

 

I bulldozer di Al Qaida del Mali abbattono sito sacro a Tibuctù, 2012

I bulldozer di Al Qaida del Mali abbattono sito sacro a Tibuctù, 2012

 

 

 

 

 

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IDIBUS MARTIIS MMDCCLXVII A.U.C.

20150315_005006Come da tradizione, in occasione delle Idi – Idibus Martiis una delegazione del M.T.R. Movimento Tradizionale Romano si è riunita di fronte la statua di Cesare su Via dei Fori imperiali (nella foto) per onorare il divo Julio con dono floreale.
La morte di Caio Giulio Cesare, al di là del significato politico, si configura come una ripetizione della morte di Romolo; come Romolo, Cesare sarà divinizzato dopo la sua morte.
Il luogo ove venne assassinato Cesare è l’ingresso della Curia di Pompeo, oggi Area Sacra di Largo Argentina ove si erge un cipresso secolare.
L’Ara di Cesare nel Foro è, invece, il luogo in cui Cesare venne cremato ed è punto focale della nostra memoria e della nostra storia.

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